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Senza Parole
Provare a vivere un esperienza con l’aiuto
del linguaggio del corpo.
Comunicare è oggi un problema che spesso ci tocca da vicino, nell’era dell’e-mail e sms ci dimentichiamo che il nostro corpo è il primo strumento di comunicazione, che mette a nudo ad un occhio esperto, paure, disagi, insicurezze di cui magari non siamo assolutamente consapevoli.
Il percorso in cui vi accompagneremo ha dentro di se chiavi di lettura profonda, ci avvicineremo ad un mondo totalmente diverso, non solo nella forma esteriore, in cui il nostro corpo dice tutto, dove le parole non hanno alcun peso se non quello di rassicurare noi stessi.
Il protagonista di questa avventura sarà il cavallo, un animale a cui l’uomo chiede tutto dallo sforzo fisico a quello supremo della vita.
La nostra diversità sarà totale: il mondo da sempre in lotta dei carnivori (predatori) con quello degli erbivori (predati), le armi per creare una parternschip dovranno essere convincenti e collaborative.
Proveremo costruendo un nuovo linguaggio, a lasciare da parte intimidazione e violenza svelando con naturalezza che comprensione e collaborazione portano molto lontano. Ci avvalleremo di un nuovo metodo di comunicazione tra uomo e cavallo basato sul rispetto e la fiducia in un linguaggio codificato dalla natura stessa.
Ma questi concetti non riguarderemmo l’addestramento del cavallo, bensì di noi stessi.
Non dovete pensare di dover addestrare un cavallo; probabilmente dovrete lavorare su di voi stessi per acquisire i principi necessari ad essere alla fine più efficaci. Impareremo che ritmo, persistenza passiva, atteggiamento positivo e progressivo insieme all’importanza delle fasi, saranno tecniche di approccio nei confronti del cavallo estremamente positive, ma anche che ognuna di queste tecniche, se noi vogliamo, porta dentro di se chiavi di lettura e confronto nel nostro quotidiano.
Proveremo nel nostro viaggio, ad usare il pensiero laterale e la psicologia al contrario per sottolineare nuove strategie di approccio di fronte hai problemi, a tutto vantaggio di un comportamento da leader. Alla fine la più grande sfida nel rapporto con il cavallo e dominare se stessi, in particolare i nostri pensieri e le nostre emozioni.
I cavalli sono gregari per natura in cerca di un leader naturale.
Ciò che imparerete in questo sistema è proprio sviluppare questa capacità di lesderschip.
Horse-man-schip= cavallo uomo nave Buon viaggio
Storia di una Principessa
di Daniela Chioccioli
Ci siamo incontrate in un mattino di ottobre, la pista era umida e soleggiata, il silenzio totale; Francesca si è avvicinata, e mi ha raccontato la sua storia.
”Ha corso due volte: poi, il fantino che la montava nella terza corsa, ha cercato di accorciare la testiera quando era dentro le gabbie.
E’ tutto successo in un momento: la testiera è caduta , il fantino urlava, i cavalli erano quasi tutti dentro, e lui è scappato per paura che lo starter desse il via.
Arella, sola li dentro, ha tentato di uscire e si è impennata; una zampa è rimasta lì, tra il ferro e l’imbottitura, …beh immaginati la scena…”.
Certo, non c’è nulla da aggiungere.
Arella passa adesso, trotta allegra; è baia scura, un fisico possente, alta e slanciata, lascia intravedere solo in piccoli particolari che ha solo tre anni; poi passa di nuovo al galoppo insieme ai suoi compagni, la terra trema. La falcata è lunga e il passo è sicuro, le orecchie dritte e le froge dilatate, nessuna incertezza.
Dopo un po’ passa di nuovo: adesso le pile sono scariche e il respiro è pesante. L’odore del suo calore mi avvolge. Aspetto che esca a redini lunghe e si avvii verso le docce; poi entro nel suo box con una capezza in mano e qualche dubbio, facciamo un passo per uscire, e, insieme, come mai avrei creduto, inizia la nostra storia.
Sono andata da Francesca un po’ di mattine, dopo l’allenamento io e Arella giocavamo intorno alle gabbie; subito dopo arriva il primo successo: un po’ di curiosità, prima naso e orecchie dentro le gabbie poi passo dopo passo entra tutta, ma c’era qualcosa che non andava.
Tecnicamente tutto perfetto, passa ancora qualche giorno e facciamo una prova generale con fantino, un altro cavallo alle gabbie, un po’ di gente che urla: solo un po’ di tentennamento iniziale, poi dentro. 1,2,3 via..le gabbie si aprono, tutto ok.
Torno da lei dopo qualche giorno, questa volta è Antonio (detto Sgaibarre, vincitore del Palio di Siena) che monta Arella: è determinato e senza paura Arella è intimorita mi dice tutto quello che finora mi aveva nascosto: ”ragazza mia, io lì dentro non ci entro!!” Faccio scendere Antonio e inizio tutto da capo, non mi accontento cerco di farle capire che li’ dentro non puo’ succederle nulla, questa volta Arella suda, suda tutto il suo terrore per le gabbie, per la corsa, per l’incidente, e finalmente capisce…mastica, abbassa la testa.
Antonio risale e Arella entra e sgabbia 1, 2, 3, 4 volte, mastica e deglutisce in continuazione; entriamo assieme un ultima volta, la spoglio, la coccolo lì dentro per un ora intera e la bacio sulla stella: ”amici” le dico, “amici per sempre”, dice lei.
E’ Francesca al telefono: ”Giovedì 4 si corre, ippodromo di Livorno, partenza ore 11,20. Ah, metti il giubbotto Parelli. ” .
Io, Arella, Francesca e Antonio partiamo, arriviamo un po’ tesi.
L’aria è pesante, i commenti si sprecano; Antonio e Francesca fanno di tutto per proteggerci, ma sono tranquilla, ho in parte preso le misure. Gioco con Arella in un angolo, cose semplici: una strettoia tra un albero e un marciapiede, piccole richieste, uno zoccolo sopra un gradino … niente di più … lei c’è, è in perfetta armonia; un cenno e senza esitazioni è lì .. ogni minuto che passa ha sempre più bisogno del mio essere con lei. Tocca a noi: c’e un viale di siepi tra le scuderia e il tondino, là ci aspetta il fantino, 100 metri di trotto, lei sulla mia spalla io sulla sua; è indubbia la sua voglia di avanzare. Si incappuccia, i sui posteriori le dicono vai, la testa le dice rimani; si arrotonda, diventa così piccola che sta tutta nel mio occhio destro.
Mi fermo, lei accanto a me, non ho dubbi, andrà tutto per il meglio.
Siamo lì, in mezzo alla folla, iniziamo il rito: girare in tondo, tutti guardano e commentano; così facciamo anche noi, annusiamo l’aria, un passante, la siepe così ben ordinata. Mi guarda un attimo: ”Che né dici di una boccatina?” “Ma certo!”, dico io; spalla destra e hop, spalla sinistra: tutto un mondo nuovo da annusare, toccare, mangiare... fai pure principessa…
Francesca e Antonio sono lì in fondo, parlano sottovoce con il fantino e, ogni volta che passo, non si dimenticano di sorridermi…
Ci siamo, ormai si è fatto buio, il fantino sale, lo guardo solo per un attimo: non ho nulla da dirgli, non ha paura, e questo mi basta. Usciamo dal tondino, arriviamo alla pista, sgancio il moschettone, Arella mi chiede il permesso di andare. Vai, le dico. Saliamo in un pulmino e arriviamo alle gabbie. Lei è tranquilla, l’aria elettrica eccita tutti quanti, solo adesso noto che sulla copertina c’è il numero uno. L’accompagno fin davanti alle gabbie e la metto dentro.
Salgo, mi arrampico accanto a lei, l’accarezzo ovunque;
poi un rumore assordante, le gabbie si aprono: è partita.
Francesca e Antonio mi guardano, stiamo per scoppiare di gioia,
si avvicina lo starter, mi stringe la mano.
Finalmente ridiamo…
Rimanete naturali…se volete vincere con i vostri cavalli
Tre anni fa, circa, sono stata scaraventata(questa è la parola giusta) nel mondo dei cavalli da corsa,ricordate principessa? Ecco da quel momento la mia collaborazione con la scuderia F.Folco è stata sempre più assidua.
L’anno scorso ho addestrato 8 puledri per Francesca, non è stato facile ,in scuderia nessuno sapeva niente di me,e io quasi nulla dei cavalli da corsa…tranne che erano cavalli.Come tutte le sfide, abbiamo iniziato così,provandoci a vicenda.
E stato faticosissimo,stick, corde ma soprattutto capezze!!!i ragazzi di scuderia erano davvero frastornati(per non dire peggio!) addestrare i puledri è stato impegnativo, ma convincere loro lo è stato molto di più.Poi per fortuna i cavalli mi hanno aiutato, la loro fiducia e la loro calma hanno convinto anche i più scettici.Molti di voi,come me del resto,non hanno idea di cosa è una scuderia di cavalli da corsa:tante Ferrari parcheggiate dentro un box.Il lavoro la mattina è frenetico,pulisci,sella,vai in pista,asciuga,ripulisci rimetti nel box,ritmi incredibili,per chi come me è abituato che per mettere la capezza possono servire anche 3 minuti.Insomma non è stata una passeggiata,alcune mattine mi sono sentita proprio a disagio. Ovviamente,però,come dicevo è stata una sfida e non ho mai mollato, forse l’ho pensato…ora ho bisogno di raccontarvi come è la scuderia di Francesca,poche nel mondo dell’ippica italiana sono le allenatrici di cavalli da corsa e già questa è un ottima presentazione. Francesca è una che la domenica mette i cavalli al prato (anche i campioni!!)…. dimenticavo non da soli ma in branco..e si diverte da matti a vederli correre in libertà,(un giorno a un corso di Berni ricordo che parlavamo di sogni e cavalli e lui ci disse”il sogno di ogni cavaliere e quello di poter salire sul proprio cavallo e raggiungere la leggerezza di quando corre in prato libero e gioca e danza con i propri simili.”)e Francesca si innamora spesso degli occhi dei suoi animali,e nel mondo dell’ippica è davvero un fatto singolare,al massimo ci si innamora delle zampe che si muovono…e se uno dei suoi cavalli ha un bel morso nel sedere dice:”tutto fa coreografia!!”beh avrete capito che non è stato difficile per lei vedere ciò che di buono c’è nel metodo Naturalmente.
L’anno scorso mi chiedevo cosa sarebbe rimasto del mio lavoro, se davvero avrei potuto aiutare questi giovani cavalli.
Credo che il mio approccio alla vita con l’uomo sia rimasto, credo che il posto dove vivono sia naturale, e che la scuderia di Francesca nasca con questa filosofia e credo fermamente che i cavalli rispecchino l’ambiente in cui vivono fino in fondo, certo è un compromesso tra il tutto naturale e una scuderia di cavalli da corsa, ma per me e già un ottimo compromesso .E poi non ci siamo ancora fermati,ogni mattina guardiamo i cavalli con occhi diversi cercando sempre una risposta ai loro bisogni.Abbiamo avuto anche qualche frustrazione , impossibile negarlo, anche se guardando indietro è solo stata una conferma delle nostre capacità, avevamo un nuovo cavallo in scuderia Open Ending, ci abbiamo lavorato tantissimo io, Francesca, Mattia e Sergio che lo hanno montato. Insomma tutte le nostre energie erano per lui…aveva vinto una corsa importante e poi non era più voluto entrare nelle gabbie di partenza, quindi quando è arrivato da noi,coltivavamo il sogno di farne un campione(comunque sia finita lui rimane un campione,di bontà almeno per me)ce l’abbiamo fatta non a farlo diventare un campione,ma almeno ha di nuovo vinto due corse,il proprietario un po’ deluso l’ha rivenduto..non ha combinato più nulla in carriera, e tutti ci siamo sentiti colpevoli di aver tradito la sua fiducia…purtroppo solo i cavalli non sbagliano mai.
Ma torniamo ai nostri otto puledri,volete sapere come e andata la loro stagione? Ecco qui:
Meliza: 8 corse-2 vittorie-6 secondi posti
Capannacce: 6 corse –4 vittorie
Irene: 4 corse- 4 vittorie
Girl off Kintyre: 3 corse- 1 vittoria
El bruio: 2 corse – 1 vittoria
Respighi: 1 corsa –1 vittoria
Giglio d’oro : deve ancora debuttare
Il moro : è infortunato deve ancora debuttare
Allora che ne pensate? Niente male, vero?quest’anno i puledri sono 16 e tra loro c’è chi darà ci molta soddisfazione..il prossimo anno vi racconterò,oppure da maggio in poi potrete visitare il sito di Francesca: www.francescafolco.it, dove troverete tutti i debutti.
Rimanete naturali se volete vincere con i vostri cavalli.
Daniela & Open Ending
Per non dimenticare Cuore & Desiderio
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